martedì 29 gennaio 2013

I limiti..


Arriviamo a conoscerci soltanto quando raggiungiamo i nostri limiti. 

"E questo è vero.
Eppure può anche essere considerato erroneo, perché non è importante conoscere tutto di noi stessi. 
L'essere umano non è fatto solo per ricercare la sa
ggezza, ma anche per arare la terra, aspettare la pioggia, piantare e raccogliere il grano, fare il pane.
Io sono due donne: una desidera sperimentare tutte le gioie, tutte le passioni, tutte le avventure che la vita può dare; l'altra vuole essere schiava della routine, della vita familiare, delle cose che si possono pianificare e raggiungere.
Io sono la prostituta e la casalinga, che vivono nello stesso corpo, e lottano l'una contro l'altra.
L'incontro di una donna con se stessa è un gioco che comporta seri rischi.
È una danza divina.
Quando ci incontriamo, siamo due energie sovrannaturali, due universi che si scontrano.
Se nell'incontro non ci il rispetto dovuto, allora un universo distrugge l'altro."

P.Cohelo - Undici minuti

Cammino nella notte..


Cammino a piedi di nudi per cercare di calmarmi..
A piedi nudi nei percorsi oscuri della mia anima..
Sento il rumore del tormento.. Sento il bisogno di urlare..

Affondo nella notte.

Attendo lo schiocco della cinghia per esorcizzare il mio dolore.

lunedì 28 gennaio 2013

Alla fine scoprirai..

Alla fine scoprirai
che le cose più leggere son le uniche
che il vento non è riuscito a portar via
un ritornello antico
una carezza al momento giusto
lo sfogliare un libro di poesie
l’odore stesso che aveva un giorno il vento.
 
- Mario Quintana

Maybe..


La mente..

 
.. e poi comincio a farmi domande, a ragionare e finisco con l'ingarbugliarmi sempre di più in un gomitolo di pensieri che mi fanno solo star male e amplificano tutte le mie paure..

"La vera dannazione?
La mente.
Prova a spegnerli i pensieri quando t’incendiano i sensi."
- E. Mayer.

domenica 27 gennaio 2013

Paura.



..e a volte ti ritrovi ad affogare nelle tue paure, senza riuscire a rimanere a galla..

Smetti.


“Smetti di tremare
e di agitarti
e di affannarti
e di imprecare
e ritrova il tuo centro che sono io.
Riposati da deviazioni, distorsioni, deformazioni.

Per un’ora sarai me, cioé l’altra parte di te. La metà che hai perduto. Ciò che hai bruciato, spezzato e strappato è ancora nelle mie mani: io sono la custode di fragili cose e di te ho custodito ciò che è indissolubile.”
— Anais Nin

sabato 26 gennaio 2013

Privazione..

La mia voglia di Lei, mista a questa perversa privazione, fa bagnare le mie cosce...

venerdì 25 gennaio 2013

Come una marea..



Voglio inginocchiarmi languidamente ai Suoi piedi, come la Sua bambina,
nuda, in ansante attesa,
sprofondare il mio viso tra le Sue gambe,
inalando voluttuosamente il profumo del Suo sesso.
Voglio prenderlo nella mia bocca umida e calda e sentirlo crescere,
con la mia lingua che lo accarezza dolcemente,
mentre Lui guida i miei movimenti.
Voglio sentire le Sue mani stropicciare i miei capelli, mentre prende la mia testa e la spinge con forza.
Sentirmi la Sua puttana mentre il Suo cazzo penetra nella mia bocca sempre più in fondo a rubarmi l'aria,
dentro e fuori,
come le onde che si avvicinano alla spiaggia per poi allontanarsi.
Voglio vedere il Suo sguardo sfacciato e indecente, torbido,
che scivola sul mio corpo nudo, donato a Lui,
e sentire Suoi occhi che entrano nei miei, acquosi di piacere,
mentre lacrime nere solcano il mio viso
e le mie cosce si bagnano.
Voglio sentire il Suo piacere che cresce insieme al mio come una marea,
fino a sprofondare negli abissi del mare,
fino scivolare dolcemente nel vuoto,
fino ad assaggiare Lui,
fino a dissetarmi di Lui.
Voglio sentire la Sua soddisfazione
mentre appoggio la testa sulle Sue gambe e mi accarezza.
Mi voglio sentire Sua,
la Sua bambina,
la Sua puttana,
la Sua schiava.


___ ilBiancoEilNero

martedì 22 gennaio 2013

Bianco, Nero e Rosso ciliegia - 3° episodio


Sentire quel sapore fu il modo con cui mi ripagò per ringraziarmi di ciò che sapevo che avrebbe vivere meglio di come credeva, perchè da quando la vidi e avvicinai in quel bar, capii quanto fosse in lei il desiderio di vivere ciò che era racchiuso nella sua mente, e i nostri racconti le lunghe chiaccherate mi avevano fatto capire quanto la sua voglia di sottomissione era pronta e desiderosa di prendere forma, la sua voglia di sentirsi parte di situazioni che non fossero normalità, ma che non poteva vivere se non fosse stata guidata, e ora eccola lì.
Si trovava sdraiata in un letto , piena dei suoi umori e degli umori della sua nuova compagna di quei momenti, a godere del piacere diverso da ciò che era solita aver provato,
del piacere di un corpo che aveva da tempo desiderato ma che non aveva osato avvicinare, e che ora invece aveva li , al suo fianco, convinta che fosse solo il modo di mostrarmi la sua devozione e che invece , era ciò che voleva e io avevo reso realtà con un semplice ordine.
"Spero di averla soddisfatta Padrone" disse con la sua voce al solito bassa di tono , ma che questa volta era affannosa e piena di aspettative
"Questo è ciò che sei Schiava" risposi, e mi avvicinai a Lei, le diedi modo di baciarmi cosi che sentissi quanto aveva goduto
"ed è solo l'inizio" le sussurrai...
Lei aprì gli occhi, come si fosse svegliata da quello che per pareva esserele sembrato un sogno, ma non ebbe che il tempo di dire "Signore",
che le ordinai di girarsi, rimase in silenzio, giusto il tempo di capire quale fosse il suo dovere , e lo fece si girò ,stendendo le braccia e inarcando il resto del corpo, e da prima un polso poi l'altro furono legati con delle bende, e di seguito i suoi occhi, e fu a quel punto che il suo respiro diventò sempre più veloce, nuovamente affannato,
si ritrovava nuovamente esposta, una sensazione che sapevo la faceva godere al solo pensiero, tanto che le sue gambe non avevano motivo di essere bloccate ,
perchè completamente aperte ,piegate , pronte ad accogliere una nuova dose di piacere , pur non sapendo sotto che forma..
Fu a quel punto che parve evidente che per la sua compagna non era una situazione sconosciuta, tanto che le si avvicinò,
cominciando a premere con le sue dita su quelle labbra che erano nuovamente un lago, bagnate di umori che non avevano smesso di uscire,e che ora colavano ,
e ad ogni tocco di quelle dita vedevo l'espressione del suo viso sempre più pieno di piacere, il suo respiro strozzato, le dita le affondavano tra le labbra , e viveva ciò che non credeva ne avrebbe mai avuto coraggio ma che aveva tanto desiderata, dominata , sottomessa , ai desideri altrui e ad un nuovo affondo aprì cosi tanto la bocca da non capire se era il piacere di quell'affondo o il contatto di quelle goccie di cera che le avevo colato sulle natiche,
tutto ciò che mi aveva confessato di voler provare , ma di non aver avuto mai il coraggio di osare, era ora realtà, cosi a rendersi conto che questo genere di rapporti , vanno ben oltre la normalità , e che un corpo cosi legato non si era mai sentito cosi libero di godere e di sentirsi se stessa,
e quello non era che "l'inizio"..