In ginocchio sul pavimento.
Lui in piedi davanti a me. La Sua figura stagliata nella penombra della stanza.
Il mio viso sollevato verso il Suo, così vicino al Suo sesso che vorrei prenderlo in bocca, leccarlo, succhiarlo.
Le mie labbra dischiuse a pregustarne il sapore, il Suo odore nelle narici, i miei occhi imploranti una muta richiesta.
Lo stringe tra le mani, mentre le Sue dita corrono veloci su è giù lungo l'asta turgida.
Lo osservo, quasi in adorazione.
Vorrei poterlo toccare, farlo mio, averlo dentro me.
Sento il mio cuore battere fino alle tempie, il mio respiro affannoso, la mia eccitazione crescere nell'attesa.
Un'attesa piena di devozione, di sottomissione, di piacere per il Suo piacere.
Con una mano tra i capelli inclina indietro la mia testa.
Sento il Suo respiro cambiare, farsi ansimante, veloce.
Vedo il Suo sguardo invaso dal piacere.
Sento la Sua mano stringere i miei capelli.
Apro la bocca.
Il Suo piacere schizza sul mio viso, caldo, copioso.
Lo accolgo come un dono.
Con la lingua lecco le ultime gocce, gustandone il sapore.
Alzo lo sguardo. I nostri occhi si incrociano.
Adoro vederLo soddisfatto della Sua schiava.
Nella vita bianca, nell'anima nera. Diario e viaggio nell'oscurità della mia anima, sotto strati e strati di confusione e turbamento.
mercoledì 10 aprile 2013
Fragile.
Se il sangue scorrerà, quando la spada incontrerà la carne,
seccandosi al sole della sera,
la pioggia di domani laverà via le macchie
Ma qualcosa rimarrà per sempre nelle nostre menti.
____ Sting
seccandosi al sole della sera,
la pioggia di domani laverà via le macchie
Ma qualcosa rimarrà per sempre nelle nostre menti.
____ Sting
lunedì 8 aprile 2013
Vuoti..
A volte è necessario avere dei “vuoti”
saperci vivere dentro …
prendere il respiro e rallentare i battiti …
“vuoti fertili”
che servono per ricaricare l’energia
e per assimilare le esperienze fatte nel “pieno”.
Provare a “stare” semplicemente stare e sentire di Essere.
____ Merlettonero
Le scarpe.
Lo guardai perplessa. "No, grazie. Non ne ho bisogno."
"Scendi a vedere se ci sono delle scarpe che ti piacciono." Stavolta era un ordine.
La Sua voce era decisa, autoritaria. Il Suo sguardo non dava possibilità di replicare.
Scesi le ripide scale verso il negozio, chiedendomi cosa avesse in mente.
Lui mi seguiva. "Guarda se c'è qualcosa che ti piace."
Mi guardai intorno. Non c'era un paio di scarpe che attirasse la mia attenzione.
Intanto un commesso si era avvicinato a me per chiedermi se avessi bisogno di aiuto.
Mi voltai verso di Lui. Era sulle scale.
"La signorina vuole provare delle scarpe." - disse, rivolgendosi al commesso.
Mi resi conto che non avevo scampo. Dovevo sceglierne un paio e provarle. Era ciò che voleva.
Indicai al commesso un paio di scarpe a caso e mi avvicinai allo sgabello per sedermi.
Quando lo vidi, immediatamente mi fu chiaro qual'era l'intento.
Imbarazzata mi sedetti sullo sgabello, cercando di scendere il più possibile la gonna a nascondere le autoreggenti, che spuntavano sfacciate.
Mi girai a guardarlo. Aveva quel sorriso stampato sulla labbra di chi la sa lunga.
"Stronzo." pensai. "Il solito stronzo."
Il commesso si avvicinò con le scarpe.
Mi tolsi gli stivali e cominciai a provarmi le nuove scarpe.
Ero in difficoltà, mi contorcevo nei movimenti per evitare che si vedessero le mie minuscole mutandine e le autoreggenti mentre mi piegavo ad allacciare le scarpe. Ma la gonna non mi aiutava.
Sudavo freddo sotto lo sguardo del commesso, e il mio volto tradiva l'imbarazzo, ma ero stranamente eccitata.
Le scarpe erano grandi. Avrei potuto far finta di niente e andarmene, ormai avevo eseguito l'ordine.
Mi girai a guardarLo. Lui era lì, impassibile, a metà scala, che godeva delle mie difficoltà e della scena.
Pensai "Se è questo che vuole, allora gioco fino in fondo."
Chiesi al commesso se potevo avere la misura più piccola.
E ricominciai tutto da capo.
Tolsi l'altro paio più grande e provai quello più piccolo, sotto gli occhi attenti del commesso.
Stavolta ero sfacciata. E sfacciatamente godevo del Suo ordine.
Mi facevo guardare come voleva Lui, volevo quegli occhi su di me, sulle mie gambe, tra le mie gambe e ne traevo piacere.
Indossate le scarpe, mi alzai. Erano perfette.
Mi girai verso di Lui, per capire cosa dovevo fare.
"Ti sei fatta guardare abbastanza. Ringrazia e andiamo."
Sorrisi.
Ringraziai il commesso e me ne andai.
So solo che resto.
Amo il mare, il rumore delle onde, la spiaggia.
Detesto i quasi, i forse, i monosillabi.
Do peso alle parole.
Piango per un film, per un finale di un libro, per le persone che vanno via. Ho l’incazzatura abbastanza facile, ma mi basta un piccola parola per farmela passare, non riesco a tenere il muso alle persone a cui tengo.
Credo sempre che l’ultimo tentativo sia il penultimo, e credo che le cose belle non si ottengono se non si lotta.
Sono paranoica, impulsiva, sono tremendamente gelosa e sono lunatica.
Sono per le cose complicate, ma non resisto a lungo.
Non so dire addio.
So solo che resto, resto se credo in qualcosa.
___ Elizabeth Julie Shanti
giovedì 4 aprile 2013
Rimanere giovani.
Il segreto per rimanere giovani sta nell’avere una sregolata passione per il piacere.
____ Oscar Wilde
____ Oscar Wilde
mercoledì 3 aprile 2013
Il Suo piacere.
L'unica cosa che voglio possedere di Lui è il Suo piacere.
Voglio essere il mezzo per raggiungerlo.
Voglio goderne.
Voglio nutrirmene fino all'ultima goccia.
Il Suo piacere è la mia soddisfazione.
___ ilBiancoEilNero
Voglio essere il mezzo per raggiungerlo.
Voglio goderne.
Voglio nutrirmene fino all'ultima goccia.
Il Suo piacere è la mia soddisfazione.
___ ilBiancoEilNero
Completamente sedotta.
Non era solo attratta da lui, era completamente sedotta a ogni livello, mentale, emotivo e fisico. Lo voleva senza poesia o ragione.
Quando le parlava o la toccava, sentiva qualcosa scaturirle dall’interno.
___ Karen Marie Moning
Quando le parlava o la toccava, sentiva qualcosa scaturirle dall’interno.
___ Karen Marie Moning
martedì 2 aprile 2013
Peccare per eccesso.
Per quel che mi riguarda, sarei più felice di vivere avendo peccato per eccesso piuttosto che per difetto.
___ J. Winterson
___ J. Winterson
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