Nella vita bianca, nell'anima nera. Diario e viaggio nell'oscurità della mia anima, sotto strati e strati di confusione e turbamento.
martedì 7 luglio 2015
Ombre
Dedicato a PensieriImpuri (http://piccolipensierimpuri.blogspot.it/) e alla sua passione per le ombre, per ringraziarla del suo commento tanto apprezzato sul mio blog.
Amore
E dicono che questa farsa continuerà ancora per secoli!
Siamo solo dei poveri illusi pieni di speranza.
Ti amo.
Ti amo parola che comincio ad odiare sempre di più, poi, alla prima difficoltà, tu, da essere quella che rendeva la sua vita felice diventi solo un problema.
Semplice.
Un minuto prima sei tutta la sua vita, un minuto dopo sei il fastidio, la paura, il problema.
Mi chiedo perchè ci ho creduto ancora.
Mi chiedo che senso ha tutto questo.
E ripiombo nel mio nero.
___ ilBiancoEilNero
venerdì 3 luglio 2015
Noi
Tu che afferri i miei capelli,
Tu che sferzi la cinghia sul mio culo, la cera della candela poggiata sulla mia schiena che cola ad ogni colpo sulla mia pelle.
Io.
Il mio corpo segnato dalla cinghia, la mia pelle arrossata e rigata di cera.
Il mio dolore, i miei limiti superati per il Tuo piacere.
Tu.
Il Tuo cazzo nel mio culo, a farmi urlare,
il Tuo cazzo nella mia bocca a togliermi il respiro.
Io.
Le lacrime che rigano il mio volto, la figa gonfia di piacere che cola tra le gambe.
Il mio corpo donato alle Tue voglie, al Tuo piacere, alle Tue perversioni.
Tu.
Il Tuo seme come dono prezioso.
Le tue carezze sulla mia pelle segnata, i tuoi baci sul mio viso rigato dalle lacrime.
Noi.
__ ilBiancoEilNero
sabato 27 giugno 2015
La festa.
Quella sera mi aveva ordinato di mettere il mio corsetto da schiava.
Mi ero vestita senza fare troppe domande.
"Sbrigati" mi urlava, in piedi sulla porta - No. Non era proprio il caso di fare domande.
Mi fermò stringendomi con forza un polso. "Aspetta. Nessuno ti ha dato il permesso di uscire!" - era davvero infastidito - "devo controllare. Allarga le gambe e vedi di farmi fare bella figura stasera!".
Infilò la sua mano tra le cosce, e passo le dita su ogni buco, poi prese le manette e mi chiuse i polsi dietro la schiena. "Sali in macchina! Abbiamo da fare un sacco di strada e per colpa tua siamo già in ritardo.. Prenderai una cinghiata per ogni minuto di ritardo che faremo." disse aprendomi lo sportello.
".. Mah..." - obbiettai con un filo di voce, mentre con difficoltà mi sedevo nell'auto.
"Allora non hai capito?? non voglio sentirti fiatare. Dobbiamo fare un sacco di chilometri e siamo già in ritardo. E non ti conviene farmene fare altro."
Uscì dalla città e imboccò l'autostrada. L'auto correva veloce sulla strada, mentre cercavo di capire dove stavamo andando, aggrappandomi con gli occhi ad ogni cartello stradale.
Nella fretta non ero potuta andare in bagno, e dopo un'ora di viaggio non resistetti più. "Padrone, la prego, ho bisogno di fare la pipì" dissi con un filo di voce.
Mi guardò scocciato. "Accosto alla prossima piazzola"
L'auto rallentò la corsa e si fermò alla prima piazzola.
Lui scese e mi aprì lo sportello "Scendi. Voglio vederti pisciare come una cagna." Mi guardava divertito mentre mi inginocchiavo con difficoltà, le mani strette dietro la schiena, nuda, sul bordo della strada, mentre le auto sfrecciavano a tutta velocità e i fari a tratti mi illuminavano.
Mi aiutò a rialzarmi e ad entrare in macchina. Prima di ripartire, mi mise un cappuccio in testa.
"Il posto è segreto. Vedrai, ti piacerà." Il cuore cominciò a battermi forte, la mente correva veloce tra i pensieri. Avevo paura. E i polsi cominciavano decisamente a farmi male.
La macchina rallentò, uscì dall'autostrada. Dopo poco, la strada si fece imbrecciata e tortuosa, finchè l'auto non si fermò.
Lo sentii scendere e sbattere lo sportello. Ritornò dopo pochi minuti. "Scendi. Sbrigati. Le prenderai davanti a tutti! mi hai fatto fare 20 minuti di ritardo. Stanno aspettando tutti noi!" - urlava. Era davvero arrabbiato. Mi agganciò il guinzaglio al collo e mi liberò i polsi, trascinandomi qualche metro. Barcollavo sui tacchi senza vedere niente.
"In ginocchio cagna!" gridò.
Sentii aprire un portone "Buonasera. Ben arrivato Signore. La preghiamo di tenere la sua cagna al guinzaglio e di verificare che non sporchi".
Mi trascinò dentro per qualche metro, mentre si affollavano domande nella mia testa. Non capivo proprio dove potevamo essere finiti.
"In piedi" mi ordinò, togliendomi il cappuccio. "Faccia al muro"
Ebbi il tempo di vedere dov'ero mentre mi giravo. Una stanza illuminata dalla luce soffusa delle candele e animata da un brusio leggero di persone che parlavano, odore d'incenso mischiato al sigaro. Dietro di me un divano molto lungo con degli uomini elegantemente vestiti.
"Non lo farà veramente" pensai, mentre il mio cuore batteva all'impazzata.
"Scusate. Cominceremo subito non appena avrò messo in riga questa sgualdrina." Sentii che si sfilava la cintura e dopo poco cominciarono ad arrivare i colpi. Uno dopo l'altro, senza darmi il tempo di rendermi conto. Uno per ogni minuto.
"Girati adesso", disse. Presi fiato. Avevo trattenuto il respiro tra vergogna e dolore.
C'erano persone ovunque. Una gabbia in un angolo della stanza con delle schiave, altre facevano da poggia piedi a degli uomini seduti sui divani, altre ancora, in ginocchio, intrattenevano i loro Padroni.
Mi sentivo spogliata come non mai, gli sguardi di quegli occhi sul mio corpo e il sedere bruciante.
Una persona si avvicinò a noi con la sua schiava al guinzaglio e salutò il mio Padrone.
"In ginocchio. Saluta come si deve." Mi inginocchiai e baciai i piedi di quell'uomo, senza neanche sapere chi fosse.
Ci spostammo in un lato della stanza dove c'era un enorme letto. "Vediamo come hai educato la tua schiava. Fateci godere adesso!"
Io e l'altra schiava salimmo sul letto e altre persone si avvicinarono a guardare.
Cominciammo a baciarsi. Lei mi stringeva i capezzoli tra le dita e mi leccava il viso, mentre io le accarezzavo i capelli. Sfiorai la sua pelle fino alla figa. Era bagnata. Avvicinai le dita per sentirne il profumo e leccare il suo sapore.
Lei mi sdraiò sul letto mentre continuava a stringermi i capezzoli fino a farmi urlare e la sua lingua scivolava sulla mia pelle fino alla figa.
Girai la testa. Lui era lì, seduto. Mi guardava soddisfatto insieme agli altri.
La sua lingua mi sfiorava il clitoride, mentre mi penetrava con le dita.
Le chiesi di salirmi sopra, il suo culo sopra il mio viso, la sua fica morbida ed arrossata, il suo clitoride turgido, il miele che le colava tra le cosce.
Accarezzavo il suo splendido corpo, così arcuato sopra di me, la sua schiena, i suoi fianchi, le sue cosce, il suo culo stupendo, i suoi piedi, mentre lei continuava a leccarmi.
Le divaricai le natiche e passai la lingua sulla sua figa fino al suo buchetto. Il suo corpo fremeva, mentre l'assaporavo. Infilai le dita nella sua figa mentre con la lingua le penetravo il culo.
Infilai un dito, poi due, mentre con la lingua raccoglievo il suo succo e le succhiavo il clitoride.
Lei si muoveva sul mio viso, i suoi seni danzavano superbi coi capezzoli turgidi. Godeva, ansimava e gridava dal piacere, il viso affondato tra le mie gambe a far vibrare il mio corpo.
Lui si avvicinò dicendomi "tienile aperto il culo" ed infilò il suo cazzo. Lei gridava mentre lui la inculava, la sua figa colava sul mio viso. Il suo corpo sussultava sul mio ad ogni colpo, finchè esplose in un violento orgasmo, accasciata accanto a me.
Lui mi affondò il cazzo in bocca, in fondo, fino alla gola.
Venni. Il cervello asfissiato dal piacere, la bocca piena della sua sborra.
___ ilBiancoEilNero
lunedì 22 giugno 2015
Da te.
… da te imparo pura e semplice la furia della carne.
Il nascere spaventoso all'inizio poi precipizio […]
Credo nel tuo corpo e nel mio ora ogni giorno che ti asciugo, respiro e riposo e tengo ogni tuo gesto segreto e fedele nel mio piegato.
___ S. Massari
Il nascere spaventoso all'inizio poi precipizio […]
Credo nel tuo corpo e nel mio ora ogni giorno che ti asciugo, respiro e riposo e tengo ogni tuo gesto segreto e fedele nel mio piegato.
___ S. Massari
lunedì 15 giugno 2015
Conosco
Conosco il sapore della Tua pelle, il profumo che emana quando è con la mia.
Conosco il profumo che mi resta sulle mani quando me ne vado.Conosco il sapore del Tuo sperma nella mia bocca, leccato sui miei piedi, raccolto con le dita dalla mia fica.
Il sapore del tuo sperma assaggiato dalla bocca di colei che ti ha dato l'orgasmo, mentre inginocchiata Ti scopo la mente e mi cibo di Te.
Tutto ciò che conosco è Tuo, o Tuo in me.
Tutto ciò che conosco, ora, sei Tu.
___ il Bianco E il Nero
giovedì 28 maggio 2015
Sono io..
Non me ne frega niente di quello che pensa il mondo.
Sono nata puttana.
Sono nata pittrice.
Sono nata fottuta.
Ma sono stata felice sulla mia strada.
Io sono amore.
Io sono piacere.
Sono essenza.
Sono un’idiota.
Sono un’alcolizzata.
Sono tenace.
Sono io, semplicemente
sono.
Sono nata puttana.
Sono nata pittrice.
Sono nata fottuta.
Ma sono stata felice sulla mia strada.
Io sono amore.
Io sono piacere.
Sono essenza.
Sono un’idiota.
Sono un’alcolizzata.
Sono tenace.
Sono io, semplicemente
sono.
(E tu sei una merda)
___ Frida Kalho (Fram. di una lettera a Diego Rivera)
domenica 17 maggio 2015
venerdì 30 gennaio 2015
Al telefono.
Pronto..?! - la Sua voce preoccupata e addormentata dalla notte.
Mi senti? - dico, avvicinando il telefono tra le gambe oscenamente aperte. - Mi senti?!
Senti l'odore della cagna in cerca del suo Padrone? Sono notti che bagno le lenzuola urlando il Tuo nome, tra gli spasmi del mio corpo.
Senti l'odore della cagna in cerca del suo Padrone? Sono notti che bagno le lenzuola urlando il Tuo nome, tra gli spasmi del mio corpo.
Vorrei averti qui, il Tuo viso tra le gambe a leccarmi, mentre tengo le mie labbra aperte per Te.
Guarda cosa mi hai fatto! Guarda come mi hai ridotto!
La Tua lingua a scrivere le Tue voglie, la mia mente come un bordello, e io la puttana dei Tuoi perversi pensieri.
Avvicino la cornetta al mio sesso e comincio a strofinarla sul clitoride, cercando di darmi sollievo.
Vorrei avere le Tue dita a tormentarmi la figa, a riempire quel doloroso vuoto che adesso trabocca liquidi pensieri tra le cosce, mentre con la lingua li raccogli e fai fremere il mio corpo.
Guardami adesso mentre convulsamente colpisco il mio sesso col telefono, cercando inutilmente di placare quel tormento.
La voglia di Te mi attanaglia le viscere, come morsi nella carne.
La figa pulsa al pensiero di riempire la mia bocca col Tuo cazzo, ingorda, a scoparmi la gola fino a togliermi anche il respiro.
Senti il rumore delle dita immerse dentro me, mentre, nel silenzio della notte, con la voce strozzata, imploro la Tua presenza. Una bestia affamata alla ricerca di cibo.
Guardami mentre inginocchiata ai Tuoi piedi, gli occhi lucidi di lacrime, Ti supplico di riempirmi la bocca del Tuo sperma.
Il desiderio mi sventra la carne come un coltello, mentre come un'ossessa muovo le dita dentro me.
Guarda come oscenamente tengo aperte le mie natiche, pregandoti di sfondarmi la carne e riversarti dentro me.
Ansimo al telefono, il viso rigato dalle lacrime, le dita infilate nel culo, spinte sempre più dentro, a colmare la voragine della Tua assenza.
Vengo, mentre grido il Tuo nome, devastata dalla voglia insaziabile che ho di Te.
La lingua a leccare i miei umori sul telefono, mentre ingorde le mie dita ripartono a cercarti.
Ti voglio - dico con un filo di voce.
__ ilBiancoEilNero
La Tua lingua a scrivere le Tue voglie, la mia mente come un bordello, e io la puttana dei Tuoi perversi pensieri.
Avvicino la cornetta al mio sesso e comincio a strofinarla sul clitoride, cercando di darmi sollievo.
Vorrei avere le Tue dita a tormentarmi la figa, a riempire quel doloroso vuoto che adesso trabocca liquidi pensieri tra le cosce, mentre con la lingua li raccogli e fai fremere il mio corpo.
Guardami adesso mentre convulsamente colpisco il mio sesso col telefono, cercando inutilmente di placare quel tormento.
La voglia di Te mi attanaglia le viscere, come morsi nella carne.
La figa pulsa al pensiero di riempire la mia bocca col Tuo cazzo, ingorda, a scoparmi la gola fino a togliermi anche il respiro.
Senti il rumore delle dita immerse dentro me, mentre, nel silenzio della notte, con la voce strozzata, imploro la Tua presenza. Una bestia affamata alla ricerca di cibo.
Guardami mentre inginocchiata ai Tuoi piedi, gli occhi lucidi di lacrime, Ti supplico di riempirmi la bocca del Tuo sperma.
Il desiderio mi sventra la carne come un coltello, mentre come un'ossessa muovo le dita dentro me.
Guarda come oscenamente tengo aperte le mie natiche, pregandoti di sfondarmi la carne e riversarti dentro me.
Ansimo al telefono, il viso rigato dalle lacrime, le dita infilate nel culo, spinte sempre più dentro, a colmare la voragine della Tua assenza.
Vengo, mentre grido il Tuo nome, devastata dalla voglia insaziabile che ho di Te.
La lingua a leccare i miei umori sul telefono, mentre ingorde le mie dita ripartono a cercarti.
Ti voglio - dico con un filo di voce.
__ ilBiancoEilNero
martedì 27 gennaio 2015
E' roba mia.
No! - urlai furiosamente.
Il mio corpo tremava dalla rabbia.
Non posso accettare che quella lurida sgualdrina sia l'oggetto del Suo piacere.
Mi alzai come una furia da quella sedia in cui mi era stato ordinato di stare seduta e salii sul letto.
Lei, quella puttana, se ne stava sdraiata su di Lui, il cazzo dentro la sua figa grondante, i seni che ballavano ad ogni colpo, i capezzoli duri.
Gemeva la troia, ad ogni affondo, guardandomi dritta negli occhi con aria di sfida.
Non potevo stare a guardare.
Mi intrufolai tra le loro gambe, e con la lingua, presi a leccare il Suo cazzo.
Sì, certo, tu stai godendo come una cagna in calore. Lo so bene. So bene cosa vuol dire avere il Suo cazzo lì dentro, che ti scopa senza tregua. Lo so bene. Ma tu, lurida puttana, gli sta dando piacere con il corpo, e non hai idea di come io possa eccitare la Sua mente. - scorrevo la lingua sull'asta, ogni volta che usciva lucida di umori dalla sua figa. Ogni tanto, la facevo roteare sul clitoride di lei.
La vedevo, la cagna, guardarmi con occhi di domanda, e sentivo Lui. Il Suo respiro era cambiato, il Suo corpo tremava, ad un passo dal piacere, mentre la mia lingua umida lasciava scie di pensieri lungo il Suo cazzo e la mia figa colava.
Il Suo orgasmo arrivò prorompente, colando fuori dalla figa dei lei.
Presi l'asta tra le mani e comincia a leccarla. La lingua roteava sulla cappella ripulendola dallo sperma. Poi, infilai la lingua nella sua figa ancora eccitata, bevendo fino all'ultima goccia del Suo piacere.
E' roba mia. - dissi, passandomi la lingua sulle labbra - Tu, hai avuto il Suo corpo, io ho goduto della Sua mente e del Suo piacere, lurida puttana.
__ ilBiancoEilNero
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