E sono stanco come chi lotta da quando è nato.
___ Gemitaiz
Nella vita bianca, nell'anima nera. Diario e viaggio nell'oscurità della mia anima, sotto strati e strati di confusione e turbamento.
martedì 15 ottobre 2013
mercoledì 9 ottobre 2013
Il bagno degli uomini.
Arriva un messaggio sul mio cellulare.
"Succhiamelo"
Rispondo con occhi di sfida.
"Vieni in bagno"
Sì, vieni.. Voglio farti vedere quanto neanche la paura fermi la mia voglia di prendertelo in bocca.
Non sai dove posso arrivare. Non sai cosa mi prende quando quella voglia mi assale irruenta e trabocca tra le mie cosce.
Non mi sfidare. Lo farei qui, davanti a tutti, con gli occhi della gente piantati addosso.
M'infilerei sotto questo tavolo, ai tuoi piedi, e te lo leccherei davanti a tutti affamata del tuo piacere, femmina oscena e senza pudore.
Non m'importa, non m'importa più nulla del mondo intero quando il desiderio divampa stretto tra le cosce, dilaniandomi la carne e bruciandomi il cervello.
Si alza, si dirige verso i bagni.
''Uomini''. Un altro messaggio.
Lo seguo. Mi guardo intorno. Il corridoio da sul locale, intravedo la sala, i camerieri, i tavoli, la gente che mangia, ignara dei pensieri osceni che assalgono la mia mente.
Entro nel bagno degli uomini. Lo scorgo dietro una porta socchiusa. Come una cagna fiuto l'odore del suo sesso e già ne sento il sapore nella bocca.
Mi chiudo dentro, il mio sesso inondato dal desiderio, il cuore gonfio di paura.
Si slaccia i pantaloni, gli occhi piantati nei miei.
Mi afferra per i capelli e mi spinge ai suoi piedi. Il suo cazzo mi sfiora il viso e il suo odore mi riempie le narici. Lo prendo in bocca. Le mie labbra lo avvolgono e la mia bocca lo accoglie calda.
Scivola lentamente dentro e fuori, mentre la mia lingua lo accarezza, scorrendo lungo l'asta e ricoprendola di saliva. Lo sento premere sulla gola e invadere ogni mio spazio rubandomi l'aria, il cervello asfissiato dal piacere.
Guardami adesso, mentre mi scopi la bocca, femmina oscena inginocchiata ai tuoi piedi, in questo lurido bagno con l'odore di piscio nel naso. Farei qualunque cosa per godere del tuo piacere. Guardami!
Sono una puttana. Sono una ladra. Ti rubo istanti di estasi e mi vendo in cambio del tuo piacere.
Con un gesto mi fa alzare tenendomi per i capelli e mi sbatte al muro, il viso premuto sulle mattonelle gelide.
Non posso impedirmi un gemito quando, dopo avermi abbassato i pantaloni e scostato le mutandine, mi entra dentro prima nella fica, ricoprendosi dei miei umori, poi nel culo. Sussulto e gemo sentendo il suo cazzo che si fa spazio dentro me.
"Stai zitta" - mi ordina. Sento il suo respiro animale sul collo, la mia carne cedere sotto le sue spinte convulse, le cosce rigate di umori. Le mie gambe tremano al culmine del piacere, rischiando di cedere.
"Siediti sul cesso" - e mi spinge sulla tazza, il suo cazzo di nuovo in bocca.
Ingoio il suo piacere finalmente appagata della mia rapina.
Sono una puttana.
Sono una ladra.
Ti rubo per sempre attimi di eternità.
___ ilBiancoEilNero
"Succhiamelo"
Rispondo con occhi di sfida.
"Vieni in bagno"
Sì, vieni.. Voglio farti vedere quanto neanche la paura fermi la mia voglia di prendertelo in bocca.
Non sai dove posso arrivare. Non sai cosa mi prende quando quella voglia mi assale irruenta e trabocca tra le mie cosce.
Non mi sfidare. Lo farei qui, davanti a tutti, con gli occhi della gente piantati addosso.
M'infilerei sotto questo tavolo, ai tuoi piedi, e te lo leccherei davanti a tutti affamata del tuo piacere, femmina oscena e senza pudore.
Non m'importa, non m'importa più nulla del mondo intero quando il desiderio divampa stretto tra le cosce, dilaniandomi la carne e bruciandomi il cervello.
Si alza, si dirige verso i bagni.
''Uomini''. Un altro messaggio.
Lo seguo. Mi guardo intorno. Il corridoio da sul locale, intravedo la sala, i camerieri, i tavoli, la gente che mangia, ignara dei pensieri osceni che assalgono la mia mente.
Entro nel bagno degli uomini. Lo scorgo dietro una porta socchiusa. Come una cagna fiuto l'odore del suo sesso e già ne sento il sapore nella bocca.
Mi chiudo dentro, il mio sesso inondato dal desiderio, il cuore gonfio di paura.
Si slaccia i pantaloni, gli occhi piantati nei miei.
Mi afferra per i capelli e mi spinge ai suoi piedi. Il suo cazzo mi sfiora il viso e il suo odore mi riempie le narici. Lo prendo in bocca. Le mie labbra lo avvolgono e la mia bocca lo accoglie calda.
Scivola lentamente dentro e fuori, mentre la mia lingua lo accarezza, scorrendo lungo l'asta e ricoprendola di saliva. Lo sento premere sulla gola e invadere ogni mio spazio rubandomi l'aria, il cervello asfissiato dal piacere.
Guardami adesso, mentre mi scopi la bocca, femmina oscena inginocchiata ai tuoi piedi, in questo lurido bagno con l'odore di piscio nel naso. Farei qualunque cosa per godere del tuo piacere. Guardami!
Sono una puttana. Sono una ladra. Ti rubo istanti di estasi e mi vendo in cambio del tuo piacere.
Con un gesto mi fa alzare tenendomi per i capelli e mi sbatte al muro, il viso premuto sulle mattonelle gelide.
Non posso impedirmi un gemito quando, dopo avermi abbassato i pantaloni e scostato le mutandine, mi entra dentro prima nella fica, ricoprendosi dei miei umori, poi nel culo. Sussulto e gemo sentendo il suo cazzo che si fa spazio dentro me.
"Stai zitta" - mi ordina. Sento il suo respiro animale sul collo, la mia carne cedere sotto le sue spinte convulse, le cosce rigate di umori. Le mie gambe tremano al culmine del piacere, rischiando di cedere.
"Siediti sul cesso" - e mi spinge sulla tazza, il suo cazzo di nuovo in bocca.
Ingoio il suo piacere finalmente appagata della mia rapina.
Sono una puttana.
Sono una ladra.
Ti rubo per sempre attimi di eternità.
___ ilBiancoEilNero
giovedì 3 ottobre 2013
Fammi tacere.
Fammi tacere!
Ferma queste parole prima che escano dalla mia bocca.
Trascinami in ginocchio ai tuoi piedi e riempimi quel vuoto.
Invadi ogni mio spazio.
Affonda il tuo sesso fino a toccarmi i pensieri.
Ascoltali dalla mia lingua che scorre sulla tua asta, coprendola di saliva.
Ascoltali dalla mia bocca che accoglie calda e umida il tuo cazzo,
dalle mie lacrime che scorrono dagli occhi e tra le cosce.
Ma fammi tacere!
Fammi tacere, Cristo Santo!
Toglimi il respiro, che io non abbia fiato di pronunciare neanche un gemito.
Non voglio parlare.
Voglio sentire le tue parole.
Piantamele in gola. Sbattimele lì, in fondo, nella mia mente.
Ma parla, cazzo. Voglio che sia tu a parlare.
Ferma queste parole prima che escano dalla mia bocca.
Trascinami in ginocchio ai tuoi piedi e riempimi quel vuoto.
Invadi ogni mio spazio.
Affonda il tuo sesso fino a toccarmi i pensieri.
Ascoltali dalla mia lingua che scorre sulla tua asta, coprendola di saliva.
Ascoltali dalla mia bocca che accoglie calda e umida il tuo cazzo,
dalle mie lacrime che scorrono dagli occhi e tra le cosce.
Ma fammi tacere!
Fammi tacere, Cristo Santo!
Toglimi il respiro, che io non abbia fiato di pronunciare neanche un gemito.
Non voglio parlare.
Voglio sentire le tue parole.
Piantamele in gola. Sbattimele lì, in fondo, nella mia mente.
Ma parla, cazzo. Voglio che sia tu a parlare.
Urlami la tua voglia.
Scopami il cervello.
Spingiti nei meandri oscuri della mia mente.
Voglio succhiare ogni pensiero,
mentre la mia carne freme, annaspando nell'aria.
Voglio ingoiare ogni tua parola che mi schizzi nella bocca,
e poi voglio leccarle dal tuo cazzo fino all'ultima lettera bianca.
___ ilBiancoEilNero
Scopami il cervello.
Spingiti nei meandri oscuri della mia mente.
Voglio succhiare ogni pensiero,
mentre la mia carne freme, annaspando nell'aria.
Voglio ingoiare ogni tua parola che mi schizzi nella bocca,
e poi voglio leccarle dal tuo cazzo fino all'ultima lettera bianca.
___ ilBiancoEilNero
martedì 1 ottobre 2013
Mi troverai.
E mi troverai, se vorrai sai dove cercarmi
e mi troverai nell'azzurro al tramonto sui campi
e mi troverai dentro di te
E ho messo le parole ad asciugare al sole
come se il vento potesse portarle da te, ora che
comincia a farmi male la nostalgia che ho
per quello che ora rivivere non è possibile
E non dirmi poi che sarebbe lo stesso
c’è qualcosa di te che oramai è già parte di me
E mi troverai, se vorrai sai dove cercarmi
finché un giorno poi capirai che le cose che cerchi
le hai lasciate qua dentro di me.
___ Cammariere
e mi troverai nell'azzurro al tramonto sui campi
e mi troverai dentro di te
E ho messo le parole ad asciugare al sole
come se il vento potesse portarle da te, ora che
comincia a farmi male la nostalgia che ho
per quello che ora rivivere non è possibile
E non dirmi poi che sarebbe lo stesso
c’è qualcosa di te che oramai è già parte di me
E mi troverai, se vorrai sai dove cercarmi
finché un giorno poi capirai che le cose che cerchi
le hai lasciate qua dentro di me.
___ Cammariere
sabato 28 settembre 2013
Giusto. Sbagliato.
Sono poche le parole che mi fanno schifo nel nostro vocabolario.
Adoro le parole.
Adoro quello che possono trasmettere, adoro scriverle, mescolarle, riempirle di emozioni.
Ecco.
Queste: Giusto, Sbagliato. Mi fanno schifo.
Sono prive di significato per me. Un pò come bello e brutto. Anzi, forse molto peggio.
Sono di una banalità sconcertante.
Odio le parole in cui entra la soggettività della persona, le parole che per essere usate presuppongono un giudizio, un paragone rispetto a dei parametri prestabiliti, a delle aspettative, a ciò che dovrebbe essere.
Le odio queste parole, perchè odio i giudizi.
Soprattutto quando vengono sparati come sentenze senza neanche essere a conoscenza di tutto.
Non si può mai avere una conoscenza così profonda delle motivazioni per cui una persona è e si comporta in un certo modo.
Siamo esseri imprevedibili, fatti di mille sfaccettature.
Non rientriamo mai nei criteri prestabiliti della logica, che sia logica matematica, morale, della società o semplicemente la logica di un'altra persona. Io soprattutto.
Il giudizio non fa parte di me.
Anzi, generalmente, quel che esula dal mio modo di essere o di fare è per me motivo di riflessione e di crescita.
Non si è mai così in alto, e con una tale conoscenza da poter giudicare qualsiasi cosa.
___ ilBiancoEilNero
ps: scusate la lagna, ma certe cose mi fanno venire il vomito.
Per la cronaca.. Dal vocabolario:
giusto
[giù-sto] agg., avv., s.
- 1 Di persona che conforma i propri giudizi e comportamenti a criteri di equità, di imparzialità SIN equanime: padre g. con i figli; in gener. che ha una sicura coscienza morale SIN probo, retto: uomo g.; in partic. che applica imparzialmente la legge: giudice severo ma g.
- 2 Fondato su ragioni moralmente valide, ispirato a ciò che è (giudicato) bene o congruente con quanto la legge richiede: g. punizione; g. rivendicazione; freq. con il verbo essere o altro verbo copulativo seguito da frase soggettiva: mi sembra g. mobilitarsi; e con verbo di opinione seguito da frase oggettiva: credo che sia g. andare da loro || dir. g. causa, motivo che consente a una delle parti di un contratto di recedere dall'impegno assunto; in partic. insieme di motivi che legittimano il licenziamento del lavoratore | g. mezzo, equidistanza dagli opposti, dagli eccessi, misura conveniente
- 3 Che è conforme a qlco. e, in partic., rispondente a verità (contrapposto a sbagliato) SIN esatto: dare un'informazione g.; che corrisponde alla natura, alla qualità della cosa: prezzo g.; trovare la parola g. per definire una cosa; adatto a determinati scopi, funzioni o circostanze: usare lo strumento g.; tono g.; che corrisponde alla misura, alla quantità debita o ottimale, spesso precisato con la prep. di: giacca g. di spalle || scegliere proprio il momento g.; arrivare proprio al momento g., per antifrasi, il momento sbagliato, in cui si è inopportuni | giusto giusto, che va a pennello, di misura: la gonna è g. g.
sbagliato
[sba-glià-to] agg.
- 1 Errato, non corretto: calcoli s.; erroneo, inesatto: giudizio s.; mal fatto: film, spettacolo s.
- 2 Non adatto alle circostanze, attuato senza criterio: iniziativa s.; non adatto a una determinata persona: professione, donna s.; non corrispondente alle aspettative o a ciò che dovrebbe essere: una vita s.
- 3 Scambiato per un'altra cosa o persona: imboccare la traversa s.
venerdì 27 settembre 2013
Stanotte.
Cammino nel buio della città. Il ticchettio dei miei tacchi risuona nel silenzio della strada.
Non dovrei girar sola a quest'ora. Ma stasera era terribile.
Non riuscivo a star chiusa in casa. Stavo soffocando nel dolore.
Avevo bisogno d'aria. Di quell'aria fresca sul viso che mi calma come una carezza.
Mi sono infilata due cose, e sono uscita di corsa, sbattendo la porta di casa tra le urla di mia mamma.
Stasera è una di quelle sere in cui non ragiono, in cui la nebbia mi avvolge il cervello distorgendo i pensieri.
Potrei infilarmi in qualunque casino, alla ricerca di qualcosa che faccia svanire il tormento che ho dentro, alla ricerca di un modo per distruggermi e non sentirlo più.
Sono scappata ancora. L'ho fatto ancora - penso tra me e me, mentre il mio volto si riga di nero.
So solo che se capisse, sarebbe tutto quello che ho sempre desiderato.
Perchè ho così paura? Perchè non riesco a curare quel dolore?
Incrocio lo sguardo con quello di un ubriacone buttato a terra in un angolo del vicolo.
Sì. Guardami. In fondo non siamo così diversi io e te.
Entrambi incapaci di combattere i propri mostri, entrambi incapaci di vivere diversamente, entrambi alla ricerca di qualcuno o qualcosa che riesca a salvarci.
Come te ci sono ricascata, tu nel tuo demone rosso, io nel mio incubo, drogati dalla paura.
Sono un disastro. E chi vorrebbe stare con un disastro?
Bisogna davvero essere un pazzo per decidere di stare con una come me.
Sono eccessiva in tutto, nell'amore, nel dolore, nella rabbia, nella gioia.
Stropiccio il lenzuolo, tenendolo stretto tra le mani come i ricordi che si affacciano nella mia mente.
Vorrei tu fossi qui adesso, per farmi smettere di piangere, stretta tra le tue braccia.
Accendo il telefono per guardare un attimo il tuo volto.
So solo che se capissi, saresti tutto quello che ho sempre desiderato.
___ ilBiancoEilNero
Non dovrei girar sola a quest'ora. Ma stasera era terribile.
Non riuscivo a star chiusa in casa. Stavo soffocando nel dolore.
Avevo bisogno d'aria. Di quell'aria fresca sul viso che mi calma come una carezza.
Mi sono infilata due cose, e sono uscita di corsa, sbattendo la porta di casa tra le urla di mia mamma.
Stasera è una di quelle sere in cui non ragiono, in cui la nebbia mi avvolge il cervello distorgendo i pensieri.
Potrei infilarmi in qualunque casino, alla ricerca di qualcosa che faccia svanire il tormento che ho dentro, alla ricerca di un modo per distruggermi e non sentirlo più.
Sono scappata ancora. L'ho fatto ancora - penso tra me e me, mentre il mio volto si riga di nero.
So solo che se capisse, sarebbe tutto quello che ho sempre desiderato.
Perchè ho così paura? Perchè non riesco a curare quel dolore?
Incrocio lo sguardo con quello di un ubriacone buttato a terra in un angolo del vicolo.
Sì. Guardami. In fondo non siamo così diversi io e te.
Entrambi incapaci di combattere i propri mostri, entrambi incapaci di vivere diversamente, entrambi alla ricerca di qualcuno o qualcosa che riesca a salvarci.
Come te ci sono ricascata, tu nel tuo demone rosso, io nel mio incubo, drogati dalla paura.
Sono un disastro. E chi vorrebbe stare con un disastro?
Bisogna davvero essere un pazzo per decidere di stare con una come me.
Sono eccessiva in tutto, nell'amore, nel dolore, nella rabbia, nella gioia.
Stropiccio il lenzuolo, tenendolo stretto tra le mani come i ricordi che si affacciano nella mia mente.
Vorrei tu fossi qui adesso, per farmi smettere di piangere, stretta tra le tue braccia.
Accendo il telefono per guardare un attimo il tuo volto.
So solo che se capissi, saresti tutto quello che ho sempre desiderato.
___ ilBiancoEilNero
Poi.
giovedì 26 settembre 2013
Perditi.
Spogliami. Velo dopo velo.
Toglimi la notte dagli occhi,
e poi anche dall'anima.
Entrami e perditi dentro me.
E' questo che voglio.
Leccami,
mordimi,
assaggiami,
bevimi,
urlami dentro la tua voglia di me.
Toglimi la notte dagli occhi,
e poi anche dall'anima.
Entrami e perditi dentro me.
E' questo che voglio.
Leccami,
mordimi,
assaggiami,
bevimi,
urlami dentro la tua voglia di me.
Perditi.
Voglio i tuoi occhi in tempesta,
il tuo cazzo risucchiato tra le mie gambe oscenamente aperte, sparito laddove
la mia anima si spande dentro la tua.
il tuo cazzo risucchiato tra le mie gambe oscenamente aperte, sparito laddove
la mia anima si spande dentro la tua.
Voglio la tua lingua dentro la mia bocca affamata, a rovistare parole che non ti direi mai.
Voglio il tuo respiro spezzato nei miei gemiti, mentre esplode il tuo piacere e ti perdi dentro me.
Voglio le tue mani ad afferrarmi, tenermi salda, mentre chiudo gli occhi e mi perdo dentro te.
Perditi. E io mi perderò.
lunedì 23 settembre 2013
A che serve.
Immaginare come un cieco
e poi inciampare in due parole.
___ Capossela
e poi inciampare in due parole.
A che serve poi parlare per spiegare.
___ Capossela
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