martedì 22 gennaio 2013

Bianco, Nero e Rosso ciliegia - 3° episodio


Sentire quel sapore fu il modo con cui mi ripagò per ringraziarmi di ciò che sapevo che avrebbe vivere meglio di come credeva, perchè da quando la vidi e avvicinai in quel bar, capii quanto fosse in lei il desiderio di vivere ciò che era racchiuso nella sua mente, e i nostri racconti le lunghe chiaccherate mi avevano fatto capire quanto la sua voglia di sottomissione era pronta e desiderosa di prendere forma, la sua voglia di sentirsi parte di situazioni che non fossero normalità, ma che non poteva vivere se non fosse stata guidata, e ora eccola lì.
Si trovava sdraiata in un letto , piena dei suoi umori e degli umori della sua nuova compagna di quei momenti, a godere del piacere diverso da ciò che era solita aver provato,
del piacere di un corpo che aveva da tempo desiderato ma che non aveva osato avvicinare, e che ora invece aveva li , al suo fianco, convinta che fosse solo il modo di mostrarmi la sua devozione e che invece , era ciò che voleva e io avevo reso realtà con un semplice ordine.
"Spero di averla soddisfatta Padrone" disse con la sua voce al solito bassa di tono , ma che questa volta era affannosa e piena di aspettative
"Questo è ciò che sei Schiava" risposi, e mi avvicinai a Lei, le diedi modo di baciarmi cosi che sentissi quanto aveva goduto
"ed è solo l'inizio" le sussurrai...
Lei aprì gli occhi, come si fosse svegliata da quello che per pareva esserele sembrato un sogno, ma non ebbe che il tempo di dire "Signore",
che le ordinai di girarsi, rimase in silenzio, giusto il tempo di capire quale fosse il suo dovere , e lo fece si girò ,stendendo le braccia e inarcando il resto del corpo, e da prima un polso poi l'altro furono legati con delle bende, e di seguito i suoi occhi, e fu a quel punto che il suo respiro diventò sempre più veloce, nuovamente affannato,
si ritrovava nuovamente esposta, una sensazione che sapevo la faceva godere al solo pensiero, tanto che le sue gambe non avevano motivo di essere bloccate ,
perchè completamente aperte ,piegate , pronte ad accogliere una nuova dose di piacere , pur non sapendo sotto che forma..
Fu a quel punto che parve evidente che per la sua compagna non era una situazione sconosciuta, tanto che le si avvicinò,
cominciando a premere con le sue dita su quelle labbra che erano nuovamente un lago, bagnate di umori che non avevano smesso di uscire,e che ora colavano ,
e ad ogni tocco di quelle dita vedevo l'espressione del suo viso sempre più pieno di piacere, il suo respiro strozzato, le dita le affondavano tra le labbra , e viveva ciò che non credeva ne avrebbe mai avuto coraggio ma che aveva tanto desiderata, dominata , sottomessa , ai desideri altrui e ad un nuovo affondo aprì cosi tanto la bocca da non capire se era il piacere di quell'affondo o il contatto di quelle goccie di cera che le avevo colato sulle natiche,
tutto ciò che mi aveva confessato di voler provare , ma di non aver avuto mai il coraggio di osare, era ora realtà, cosi a rendersi conto che questo genere di rapporti , vanno ben oltre la normalità , e che un corpo cosi legato non si era mai sentito cosi libero di godere e di sentirsi se stessa,
e quello non era che "l'inizio"..

domenica 20 gennaio 2013

Lo ha fatto ancora..


La chiamo nel buio della mia stanza...
Ogni centimetro del mio corpo risponde alla Sua voce...
Con le Sue parole le mie fantasie prendono vita e si fanno reali attimo dopo attimo..
Le Sue parole si trasformano nella mano che mi accarezza le natiche e le colpisce con decisione, più e più volte.. Il mio corpo sussulta ogni volta e il dolore diventa piacere..
Diventano la mano che mi stringe forte i capezzoli, facendomi uscire un gemito di dolore..
Diventano la voce che mi dice "lei è un troia, lo sa?"
Diventano la mano che si inserisce nei miei pantaloni e si ferma sul mio sesso bagnato..
La sento la Sua mano.. Aspetto una Sua mossa.. Invece sta lì, ferma sulle mie labbra bagnate e mi fa tremare..
Diventano le dita che improvvisamente mi penetrano con forza, togliendomi il respiro..
Dentro e fuori, dentro e fuori..
Vorrei che fosse il Suo cazzo.
Diventano le dita che penetrano il mio culo e lo allargano piano piano.. Si fanno spazio in quel foro ristretto..
Lo ha fatto ancora. Il mio corpo trema e raggiunge il culmine del piacere.. Un fremito lo percorre e tutto per un istante sembra sospeso, senza spazio ne tempo..
Lo ha fatto ancora. Ha posseduto il mio corpo come un Padrone ed io ero la Sua schiava.

venerdì 18 gennaio 2013

Una notte con Lei..



L'altra sera mi sentivo eccitata, il desiderio mi tormentava..
Andando a letto ho cominciato a pensare a Lei.. a come sarebbe averLa qui, come Padrone.
Mi piace quando assume quel ruolo, mi eccitano le Sue parole, il Suo modo di fare. E' una sensazione strana, paura, sensi di colpa, confusione..
Insomma quella sera, dopo questi pensieri, nel mio letto ho cominciato a toccarmi.. Mettendo le mani dentro gli slip, mi accorgo che ero già bagnata.. Intanto continuavo a pensare a Lei, al fatto che quelle potevano essere le Sue mani..
E' bello quando sei così bagnata.. le mani scivolano ed è tutto così piacevole..
Mi immaginavo che Lei mi avesse legato le mie mani in modo da non poterle muovere, minacciando di farlo anche con le gambe se non Le avessi dato retta..
Immaginavo la Sua mano insinuarsi decisa tra le mie cosce e farsi strada negli slip, fino a trovare il mio sesso così bagnato..
"Brava bambina, sei già pronta vedo.." la mano che tocca il mio sesso, la mano che va a slacciare la cintura, la mano che si avvicina alla mia bocca "Adesso apri questa bocca e succhiamelo"
Il cazzo che prepotentemente entra nella mia bocca.. il sussulto che percorre il mio corpo, il caldo del Suo sesso nella bocca, il contrasto tra duro e velluto.. Le spinte decise, prepotenti fino in fondo alla mia bocca.. le mani che mi arreggono la testa per guidare il cazzo sempre più in fondo.. Le lacrime che escono dagli occhi.. e all'improvviso il vuoto.. "Adesso girati troia"
la mani che aprono il mio sesso, in quella posizione così visibile.. il cazzo che entra senza preavviso e comincia a spingere dentro di me, io a quattro zampe sul letto e Lei impiedi..
Le Sue mani sulla mia gola, le Sue mani che mi tirano per i capelli, quelle spinte continue dentro me.. e infine il calore del Suo sperma e le contrazioni del mio corpo, quella sensazione meravigliosa di cadere legerissimamente nel vuoto, e di buoio come se qualcuno avesse spento la luce..
Quella sensazione, per una volta, di averLa lì con me.

mercoledì 16 gennaio 2013

Bianco, nero, e rosso ciliegia - 2° episodio di racconto a 4 mani - scritto da me




"Righe luccicanti brillavano tra le gambe a segnare la via del piacere.. Dalla penobra lui disse "voglio sentire il suono del vostro piacere". Quelle parole risuonarono nella stanza.. 
Lei si chinò sul mio sesso e cominciò a baciarlo con avidità e desiderio, poi con la lingua eseguiva piccoli cerchi sul clitoride.. Ogni tanto alzava lo sguardo a cercare i miei occhi, ormai inebriati di piacere.. sentivo anche il peso dello sguardo di quella voce che aveva parlato.. Nella penonbra riuscivo solo a scorgere i confini di quella figura, seduta su una poltrona, ma potevo immaginare i suoi occhi su di noi, esplorarci, spogliarci e godere di quella vista.. Al pensiero, un leggero rossore colorava il mio viso e il mio sguardo si nascondeva dietro le palpebre come un rifugio.. 
Sentivo i suoi seni sfiorarmi e i tuoi capezzoli sempre più duri.
Il suo respiro affanoso e i miei gemiti riempivano la stanza. Ad un tratto mentre continuava a giocare con la lingua, con decisione affondò le dita nel mio sesso ormai pronto ad accoglierle. Un sussulto percorse il mio corpo, i suoi occhi mi guardavano con aria di sfida, e mentre una mano continuava a penetrare il mio sesso voglioso, l'altra accarezzava lascivamente la mia pelle setosa ormai arresa al suo tocco.
Le sue dita entravano e uscivano prepotentemente dal mio sesso, mentre il pollice toccava il clitoride..
Sentivo il mio sesso pulsare di piacere sotto i suoi languidi tocchi, e i miei umori colare tra le gambe, la mia voce ormai incontrollata, uscire sottoforma di gemiti lussuriosi, i miei denti a pizzicare il labbro per cercare di non farli uscire.. Ormai il piacere inebriava la mia mente, il mio corpo fremeva sotto quei tocchi sapienti..
All'apice del piacere, allungò una mano a togliermi le mollette dei capezzoli, un urlo soffocato di piacere misto a dolore uscì dalla mia bocca.. L'orgasmo mi travolse in un lungo e violento abbraccio e persi il controllo della mia mente.
L'uomo si mosse nella penombra.. Sentivo i suoi passi lenti e decisi risuonare sul pavimento come il ticchettio di un orologio e nella mia mente come un eco. Si avvicinò a lei, lecco le sue dita intrise del mio piacere.."

sabato 12 gennaio 2013

Bianco, nero e rosso ciliegia - 1° episodio di racconto a 4 mani - scritto da LadyCherry


Questo episodio fa parte di un racconto scritto a 4 mani, in collaborazione con LadyCherry


"Un drink rosso sangue, due donne sedute al tavolino di un café di Paris. O Londra. A volte i luoghi non sono così importanti. 
Una castana. L'altra corvina. Labbra rosse, entrambe. Morbide, come i loro corpi, la loro pelle diafana, di seta.
Sorseggi il drink ed una goccia scivola al lato del labbro. Con un dito la raccolgo, fissandoti negli occhi lo infilo in bocca mentre lo sguardo tradisce la lussuria di ciò che si è appena concluso in una camera d'hotel.
Hai il mio profumo ancora addosso, ti ho chiesto di non lavarti, dopo.
So che le tue dita sanno ancora di me.
Eri splendida ai miei piedi, vestita solo di un collare dorato ed una catenella attaccata ai capezzoli da due pinze.
Ti ho tirata a me, per la catena, facendoti male..ma lo so bene che quel dolore è piacere. A terra, ti ho chiesto di sdraiarti. La cera della candela, rovente, a piccole gocce disegnava percorsi fantastici sulla tua schiena, trasformandosi in tiepido olio per massaggi profumato alla vaniglia. Le mie mani sulla tua schiena, il respiro sul tuo collo. Lievi carezze, sempre più marcate scendono dalla nuca alle spalle, le dita scorrono sulle scapole, sui fianchi. Fino ai glutei, sodi, morbidi. Da vera donna.
Aprono delicatamente il tuo sesso, caldo e profumato di te e di vaniglia. "


LadyCherry


martedì 8 gennaio 2013

Fame del mio piacere..



Stava lì, a guardarmi toccare,
seduto su una sedia, nella penombra, mi fissava..
Non riuscivo a scorgere il Suo viso,
ma sentivo il Suo sguardo penetrarmi dentro.
Il tempo era come sospeso, il mio respiro affannoso riempiva il silenzio..
Presto la stanza profumava di me, e sentivo il miele scorrere caldo tra le mie gambe.
Era come se il suo sguardo mi toccasse, come se, senza neanche sfiorarmi, riuscisse a darmi piacere.
Il mio respiro si fece sempre più veloce, mi sembrava di sentire il rumore del mio cuore battere sempre più forte dentro di me..
Un fremito percorse il mio corpo e invase la mia mente..
Lui si alzò dalla sedia e mi accarezzò il volto.
Si era nutrito del mio piacere.


Io sono nel vostro sangue..



Io sono nel vostro sangue e nella vostra anima; io mi sento in ogni palpito delle vostre arterie; io non vi tocco eppure mi mescolo con voi come se vi tenessi di continuo tra le mie braccia, su la mia bocca, sul mio cuore…
Gabriele D’Annunzio

giovedì 3 gennaio 2013

La comprensione..



Possiamo comprenderci l'un l'altro, ma ognuno può interpretare soltanto sé stesso.

Hermann Hesse