lunedì 19 ottobre 2015

Il freddo.


Il freddo può essere così tagliente a volte.
L'aria mi gela il viso mentre cammino senza meta, la testa pesante.
Trascino le gambe come un automa, un piede davanti all'altro.
Mi sento un animale perso. Gli occhi gonfi di dolore e il cuore che scoppia.
Guardo i volti delle persone che incontro, in cerca di un po' di calore.
A volte ci si può sentire così soli. E noiosi. E inutili.
Se potessi mi strapperei il cervello per farlo smettere di pensare. 
Mi sento sul filo, in equilibrio precario. Un passo avanti o uno indietro e cascherei nel vuoto.
Una gabbia. Allungo la mano tra le sbarre a cercare la tua. 
Ti vedo, lontano, guardarmi e non vedermi più. Non ti muovi.
Chiedo aiuto. Urlo. Nessuno mi sente. Quasi fossi un fantasma.
Li sento passarmi accanto, sfiorarmi come il vento. Impalpabili.
Poi sei arrivato tu. Mi hai presa per mano.
Le tue braccia mi stringevano in una morsa. 
Potevo contare le mie ossa, stretta in quell'abbraccio, mentre mi asciugavi il volto e mi baciavi la testa.
Ti sei seduto in terra, sull'asfalto e mi hai presa in braccio.
La voce mi cullava, come quando, da bambina, mio padre mi raccontava le favole, per farmi addormentare. 
Ho pianto i dolori di una vita, anche quelli per cui non ero riuscita mai a piangere.
Ho pianto tra le tue braccia, e potevo sentire i tuoi, l'orecchio appoggiato al tuo petto.
Ho pianto tremando come una foglia, mentre la pioggia cominciava a cadere.
Ho pianto fino a non aver più lacrime. 
Sentivo di esser viva solo per quell'abbraccio. 
Mi tenevi per mano mentre cercavo di stare sul filo, impedendomi di cadere.
Mi guardavi da laggiù. 
Gli occhi blu come il mare profondo in cui ero persa.

___ ilBiancoEilNero


2 commenti:

  1. Perdersi nel freddo.....
    Perdersi nel pensare troppo...
    Ormai non mi resta altro che questo....

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